«Ci sono notti che accadono», mostra fotografica di Mauro Pini, testi di Paola Guerini


Alcune notti sono la disperazione dei poeti, tutte le notti sono la salvezza dei fotografi. Il tema del notturno, indagato in ogni forma d’arte, è generalmente vissuto dall’artista come un dialogo introspettivo in cui emergono le emozioni vaghe dell’inconscio o la nostalgia dei ricordi. Quel momento crepuscolare, inafferrabile istante liquido che non si àncora nel pensiero, attiva sensazioni sopite che talvolta non si è preparati ad accogliere e ci si lascia naufragare nel tumulto dell’irrazionale. Topos del romanticismo, la notte è uno spazio esistenziale, rifugio dell’io, simbolico abbraccio materno di un cielo stellato, luogo del sublime, paesaggio interiore dove il passo si rallenta e la mente trova percorsi antichi.

In fotografia però diventa anche un sapersi misurare con una tecnica inappuntabile, un teorema da dimostrare in cui la sensibilità richiede di essere supportata da molto mestiere per cogliere forti contrasti drammatici di luci che intagliano l’ombra e per restituire in una sintesi nitida la trasmutazione del vero, fino a farlo diventare altro e persino astrazione; poiché il reale perde le sue coordinate e l’oscurità crea nuove geometrie. Le luci artificiali tracciano volumi e sagome inediti che accendono il buio e il fotografo si prepara a cogliere tutti momenti in cui la notte acquisisce proprie e mutevoli identità architettoniche. Seguendo le scie del giorno che sta per esaurirsi, con le sue infinite varianti atmosferiche, non sempre favorevoli al desiderio di precisione che ogni scatto esige e insegue, ogni fotografo ritrova pace nell’arrivo della notte, consapevole che qualsiasi notte che accade offre opportunità da cogliere per restituire istanti eterni.

Dall’archivio fotografico di Mauro Pini emergono suggestivi motivi notturni, sperimentati e collezionati in oltre
25 anni di attività. Ripercorrendo le tracce della sua ricerca stilistica, volta alla sintesi di una nitidezza estrema dell’immagine unita all’incessante esigenza estetica di un idoneo punto di vista, molti sono gli scatti che immortalano la sua amata città, Brescia, ma possiamo anche ammirare minimali paesaggi lacustri, marine al crepuscolo, suggestive dimore del nord Europa davanti alle quali ci troviamo spettatori di un momento privato e al contempo permeabile, poiché il favore del buio permette che diventi manifesto ciò che il giorno occulta e trattiene. E infine incontriamo le persone: anziani e bambini, uomini e donne che con i loro volti imbronciati, affabulanti, sorpresi, resi sublimi da caravaggeschi tagli di luce, dialogano con noi, rendendoci partecipi di quella loro lunga notte che, essendo stata catturata dall’obiettivo dell’artista, non avrà mai fine.

E se per Alda Merini «ci sono notti che non accadono mai», per Mauro Pini ci sono notti che accadono, eccome!

Paola Guerini